La fotografia è un arte e ci sono molti libri che ne parlano, siete interessati all’argomento? Oggi vi consiglio dei libri sulla fotografia da leggere.

 

Tempo di vacanze il periodo estivo anche se forse noi fotografi siamo quelli che in questo momento di vacanze lavorano in assoluto più degli altri.

Tra book fotografici Milano e altri lavori da svolgere, la mia vita è un continuo confronto con le persone.

Molto spesso nel lavoro che svolgo mi capita di imbattermi in persone che non conoscono la bellezza della fotografia come la vivo io, in fondo il cliente è una persona che fondamentalmente vuole un determinato tipo di lavoro per il quale è disposto a pagare una determinata cifra.

Eppure creare un book fotografico richiede tempo e passione, dedizione al proprio lavoro insieme a una certa dose di fantasia, occorre la giusta dose di sensibilità  e talento artistico in modo che il lavoro che vi viene commissionato sia all’altezza delle aspettative del nostro cliente.

Aspetti di un vivere la vita da fotografo spesso sconosciuti ai più o sottovalutati, ve ne voglio parlare perchè è importante che tutti quelli che amano la fotografia o cercano chi realizza la fotografia per un motivo o per l’altro capiscano qual’è il corretto approccio.

Attenzione, sensibilità  e dedizione al lavoro e al cliente sono gli aspetti più importanti della mia attività.

In questa estate calda e un più rovente, folle e un più italiana voglio consigliarvi un libro da leggere nelle vostre giornate:

La questione dell’arte di Nigel Warburton. 

Chi è Nigel Warburton

Nigel Warburton è un filosofo inglese, famoso in tutto il mondo per i suoi libri di filosofia. Tra i suoi libri più conosciuti troviamo Questione dell’arte.

Questo libro non è di certo nuovo anzi è piuttosto datato ma totalmente attuale.Il libro ci porto alla scoperta del vero io dell’arte senza però darci una spiegazione. Anzi possiamo dire con certezza che il libro ci pone differenti importanti domande:

Cos’è l’arte?

Quando possiamo definirla arte?

Cosa la rende arte?

E proprio attraverso queste ci porta alla scoperta della risposta. Nello sfogliare il libro vi renderete conto che le domande troveranno la risposta che cercavamo e la troveremo dentro di noi. Come ogni libro di filosofia interroga e lascia che ogni pensiero venga messo in discussione ma sopratutto cerca di capire e di farci capire come un singolo lavoro possa diventare un capolavoro.

Non tutta l’arte arriva ad essere famosa a livello mondiale, e non tutte le opere d’arte arrivano ad essere definite dei veri e propri capolavori. Questo vale sia nella fotografia che in tutti gli altri settori come la pittura, la scultura, la letteratura e via discorrendo.

Cosa distingue perciò un singolo lavoro da un lavoro definito capolavoro?

La concezione che gli viene data dalle persone che lo ammirano. Ogni capolavoro avrà avuto ” recensioni negative” ossia ci saranno state delle persone che non lo hanno apprezzato. Infatti l’arte è molto soggettiva è quasi impossibile guardare un opera d’arte e dare un parere oggettivo perchè in un modo o nell’altro l’arte coinvolge, trascina, emoziona e queste emozioni vanno sicuramente ad influenzare il nostro pensiero verso una singola opera.

Il mondo è pieno d’arte. L’arte ha mille sfumature. L’arte ha mille sfaccettature.

Il mondo è ricco di arte e ne troviamo di ogni genere, ogni sfumatura e ogni sfaccettature.

Ognuno di noi ha il suo genere preferito.

Per me, Giovanni Miele, invece trovo l’arte nella fotografia e nello scatto perfetto. Non è detto che tutti apprezzeranno la mia opera o il mio scatto ma ciò che io considero arte deve creare un emozione, una sensazione e coinvolgere anche un unica persona che può essere il soggetto della foto o altri.

Come arrivare allo scatto perfetto?

Per arrivare allo scatto perfetto gli elementi sono tanti, un insieme di passi, azioni, momenti e attimi che vengono immortalati in una foto ma tecnicamente parlando possiamo riassumerli cosi:

  • il giusto soggetto,
  • la giusta angolazione,
  • il grado di sensibilità  del fotografo.

Quest’ultimo è un punto molto delicato, che in molti fotografi a volte non ho trovato ma questo non perchè abbiano perso passione verso il loro lavoro ma perchè semplicemente a volte la vita e i suoi avvenimenti ci travolgono tanto da staccarci completamente da quello che amiamo.

Il miglior modo per scattare begli attimi è di trovare la modalità per staccare la nostra mente totalmente dai problemi e dalle vicende personali e lasciarsi trasportare dal momento.