Chi sono

Mi racconto un pò. Come e dove è nata la mia passione per la fotografia e cosa mi ha portato a sceglierla come passione.

Fotografo professionista Milano

La mia attrezzatura di sviluppo

Armato di bacinelle, pinze, cavalletto, sviluppatore concentrato, bagno di interruzione e fissante, carta fotografica, timer, luce rossa e vasca di sviluppo, me ne andai in cantina e lì improvvisai la mia prima camera oscura.

Avrò avuto circa 25 anni e il bisogno di sviluppare degli scatti di nudo che avevo realizzato a delle mie amiche, e che, per ovvie ragioni, non potevo far elaborare da altri.

Fu forse in quel momento che chiamai la mia passione col suo nome: fotografia! Non un “banale” passatempo, un hobby come un altro, ma una vera passione, quella che richiede tempo, sudore, abnegazione.

E la riconobbi come tale perché salire e scendere di casa con tutto quell’armamentario, nel vecchio palazzo dove risiedevano i miei, coi quali all’epoca ancora vivevo, e che era sprovvisto d’ascensore, era una bella sfacchinata, soprattutto perché ero costretto a portarmi dietro pure secchi e bacinelle d’acqua, ché giù non c’era l’attacco idraulico…

L’amore per le foto ce l’avevo avuto da sempre

Ero rimasto stregato da uno scatto in bianco e nero di mia madre: niente di speciale, uno come tanti degli anni Sessanta, con lei ingessata in una posa poco naturale, ma dalla bellezza ancora fresca di giovinezza.

Questo m’incantava e m’incanta ancora della questione: un tempo congelato, un istante sottratto ad uno scorrere incessante, e che per questo diventa PER SEMPRE, ETERNO. Io, capace di creare l’eternità!


Fotografo professionista MilanoQuindi, la passione è sempre esistita, ma quando questa sia diventata un lavoro non saprei dirlo.

Cliccavo già a tutto spiano quando a 22 anni comprai la prima Reflex, e con quella mi dilettai a realizzare piccoli servizi fotografici ad amici e parenti (a gratis, s’intende!).

Poi venne la volta della mia prima reflex digitale da 6 Mp, la mia mitica Canon EOS 20D, armato della quale ho cominciato a studiare ancora più seriamente (il fatto che alcuni miei lavori fossero stati notati da professionisti del settore mi aveva galvanizzato). 

Frequentai corsi e workshop alla Canon Accademy di Milano e prendendo il patentino della curia arcivescovile per la fotografia in chiesa.

Iniziai a pensare alla fotografia come ricerca, capace di offrire stimoli e confronti, e così mi misi a frequentare mostre, a seguire conferenze e tavole rotonde, a mostrare il mio portfolio, a leggere, ad analizzare i lavori e i progetti di quelli che speravo un giorno di definire “colleghi” (come poi è accaduto), dai maestri indiscussi (Oliviero Toscani, Francesco Català Roca, Frank Horvat, Lynn Johnson, Pedro Luis Raota, Hiroshi Sugimoto, Paul Strand, e potrei star qui fino a domani!) agli emergenti; e infine cominciai a propormi per piccoli eventi.

E da lì ad oggi è stato un crescendo, fino a dovermi organizzare con un mio studio fotografico. Ancora adesso, se ci penso, “Studio fotografico Giovanni Miele”, mi gonfio d’orgoglio.

Il mio studio

E proprio a proposito di fierezza, oggi, a parte continuare a lavorare tra le mura di in Via Privata Ludovico Cavaleri 8 a Milano, in quella che ormai considero la mia seconda casa (visto che ci trascorro gran parte del giorno e dei miei giorni, scattando foto per Book fotografico Professionali, book fotografico gravidanza, servizi fotografici per bambini, posso anche un po’ “atteggiarmi”, visto che collaboro con realtà grandi e piccole, come Coca Cola, Centro sposi Paradiso, ProntoPro , OnyxNail e… basta così altrimenti “me la tiro troppo!”.